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Il motto della nostra associazione è una bellissima frase del Vangelo di Matteo cap.11, 28-30 "Imparate da me, che sono mite e umile di cuore".
Invitiamo i visitatori del sito a leggere attentamente il brano aiutati dalla meditazione della Beata Teresa di Calcutta (1910-1997), fondatrice delle Suore Missionarie della Carità e protettrice di Stella Cometa insieme al Beato Giovanni Paolo II, al servo di Dio Don Tonino Bello, alla Beata Elena Aiello.
GESU' SIGNORE DAL GIOGO LEGGERO
"Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi , e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero."
“Imparate d
a me, che sono mite e umile di cuore".
Per diventare santi, ci vuole l'umiltà e la preghiera. Gesù ci ha insegnato come pregare, e ci ha detto anche di imparare, dal suo esempio, ad essere miti e umili di cuore. Non riusciremo ad essere né l'uno né l'altro se non sappiamo cos'è il silenzio. L'umiltà come la preghiera provengono da un orecchio, un'intelligenza, e una lingua che hanno gustato il silenzio vicino a Dio, poiché Dio parla nel silenzio del cuore. Diamoci veramente la pena di imparare la lezione di santità di Gesù, il cui cuore era mite ed umile. La prima lezione che ci dà quel cuore è l'esaminare la nostra coscienza, e il resto – amare, servire – viene subito dopo. Un tale esame non dipende solo da noi, ma richiede la collaborazione fra noi e Gesù. Non vale la pena perder tempo a contemplare inutilmente le proprie miserie; dobbiamo elevare il cuore a Dio e lascarci illuminare dalla sua luce.
Se sei umile, nulla ti colpirà, né la lode, né la disgrazia, poiché saprai allora ciò che sei. Se ti rimproverano, non ne sarai scoraggiato; e se qualcuno ti dice santo, non ti metterai su un piedistallo. Se sei santo, ringrazia Dio; se sei peccatore, non rimanerlo. Cristo ti dice di mirare molto in alto: di essere non come Abramo o Davide o come un altro santo, ma di essere come il Padre celeste (Mt 5,48). “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi” (Gv 15,16).