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IL VESCOVO COL GREMBIULE
Siccome Gesù è stato essenzialmente “Profeta di pace”, anche noi dobbiamo giocarci sui crinali scoscesi della pace la nostra profezia.
La scelta non violenta di Cristo non solo deve ripercuotersi nella nostra prassi, ma deve anche risuonare sulle nostre labbra. Senza Paure. Senza tanti “se” e senza tanti “ma”.
[…] Chi ama la pace, ha il coraggio di tirare fino in fondo le conseguenze di certe verità. Non ha paura di dire come stanno le cose, anche quando le sue parole rovinano la digestione dei potenti. Non ammorbidisce la profezia con i trucchi diplomatici, pur di non recare dispiacere a qualcuno. Mette il dito sulla piaga dell’ingiustizia, senza spaventarsi delle ritorsioni. Non si tira indietro se deve dire che la logica delle crescenti spese militari cozza contro quella del Vangelo. Non avalla con i suoi complici silenzi lo sterminio per fame di popoli interi. Non si copre dietro gli scudi della prudenza per coprire la follia degli scudi stellari. Non teme il rischio dell’impopolarità se denuncia fino alla noia le tragiche aritmetiche della miseria, dei debiti del terzo mondo, della confisca dei diritti umani, della corsa assurda al riarmo atomico che sta preparando l’olocausto planetario.
Chi ama la pace sceglie il linguaggio evangelico del ‹‹sì sì, no no››. È leale con la comunità. Denuncia al fisco i suoi redditi fino all’ultimo centesimo. E anche se, per motivi di coscienza, fa l’obiezione alle spese militari, è tale il vantaggio che reca allo Stato, con la provocazione alla trasparenza dei bilanci, che l’autorità dovrebbe augurarsi l’aumento di obiettori di tal genere.
Chi ama la pace, insomma, è disposto a pagare. Perché la verità non si vende. Si compra. E a caro prezzo.”
(don Tonino Bello)
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