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PENSIERI PER PENSARE
NOVEMBRE
1 novembre 2009
Signore Gesù, buon Pastore, che hai dato te stesso fino alla morte di croce per le tue pecorelle, rendici degni di poter offrire tutta intera la nostra vita per la porzione di gregge che tu ci hai affidato. Per il bene dei fratelli, consumaci al fuoco lento del martiryum cordis, il martirio che deve farci condividere la morte quotidiana degli ultimi. Che ci abilita a stare accanto a quei deboli di cui parla il testo messianico di Isaia: i ciechi, i sordi, gli storpi, i prigionieri. Che ci sprona a scelte di campo pericolose.
2 novembre 2009
Prenditi tutto di noi, Signore. Te lo diamo con gioia. Esultando. Mettiamo a tua disposizione i nostri giorni, i nostri beni, i nostri affetti. Non vogliamo trattenere nulla per noi. Neppure la salute. Neppure la reputazione. Neppure il nome.
se poi, oltre che col cuore, vuoi prenderti la nostra vita effectu, di fatto cioè, noi te la doniamo gratis. Senza le lusinghe dell’eroismo. Con l’umile atteggiamento della restituzione. Seppelliscici, Signore, nella fossa comune. Con gli altri. Ci basta la tua croce, sul cumulo di terra che ci coprirà.
3 novembre 2009
Cari confratelli, riprendiamo la strada del servizio, che è la strada della condiscendenza, della condivisione, del coinvolgimento in presa diretta nella vita dei poveri.
E’ una strada difficile, perché attraversata dalle tentazioni subdole della delega …Però è l’unica strada che ci porta alle sorgenti della nostra regalità. E l’unica porta che ci introduce nella casa della credulità perduta è la “porta del servizio”.
4 novembre 2009
Solo se avremo servito, potremo parlare e saremo creduti. Solo allora potremo riprendere le vesti sontuose del nostro prestigio sacerdotale e nessuno avrà nulla da dire.
Solo se diventeremo servi fino in fondo, gran parte dei nostri problemi di vita sacerdotale saranno affrontati con chiarezza e risolti con gioia. La solitudine affettiva, le lacerazioni del cuore, l’incomprensione della gente, l’incomunicabilità con i fratelli,lo stress del lavoro che snerva, la penuria dei mezzi per sopravvivere …non ci faranno paura.
5 novembre 2009
Noi, oggi, ci stiamo fatalmente attardando per spiegare al mondo secolarizzato e indifferente chi è Dio e quali sono i suoi attributi. Ma se con le scelte comunitarie e personali sapessimo mostrare che Dio sta dalla parte degli ultimi sempre, gli uomini di oggi, atrofizzati dalla spirale dell’opulenza e prigionieri nella gabbia dell’assenza di significati, comincerebbero finalmente a vivere l’utopia. E il sogno di cieli nuovi e di terra nuova diventerebbe presto gaudiosa realtà.
6 novembre 2009
Spogliaci , Signore, di ogni ombra di arroganza. Rivestici dei panni della misericordia e della dolcezza. Donaci un futuro gravido di grazia e di luce e di incontenibile amore per la vita. Aiutaci a spendere per te tutto quello che abbiamo e che siamo. E la Vergine tua Madre ci intenerisca il cuore. Fino alle lacrime.
7 novembre 2009
Cari fratelli, non soltanto per noi singolarmente presi, ma anche per noi come comunità cristianadobbiamo chiedere alSignore il dono del discernimento, la grazia di un cuore docile , la virtù della sapienza.
Che cosa vuole il Signore da noi oggi? Che cosa chiede alla nostra Chiesa, assediata com’è dal gemito dei poveri, dalla sofferenza di un mondo inquieto, dal dolore di tanta gente che sta male? Quali sono le priorità da discernere , i traguardi essenziali …. Discernimento per la nostra Chiesa locale vuol dire anzitutto speranza.
8 novembre 2009
Coraggio, presbiteri, religiosi, laici impegnati, gruppi pastoralmente inseriti. Muoviamoci sulle strade dell’esodo. Discernimento, oltre che speranza, per la nostra Chiesa deve significare anche chiarezza. Cioè, capacità propositiva, sforzo coordinato, selezione critica di priorità, progetto di scadenze operative.
9 novembre 2009
Grazie, Signore, perché ci conservi nel tuo amore. Perché continui ad avere fiducia in noi, pur vedendo che tantissime altre persone forse ti darebbero ben diverse soddisfazioni. Perché non solo ci sopporti, ma ci dai a intendere che non sai fare a meno di noi. Perché ci infondi il coraggio di celebrare i santi misteri… Perché ci sai mettere nella bocca le parole giuste, anche quando il nostro cuore è lontano da te….
10 novembre 2009
Stiamo assistendo impotenti a un riflusso di antiche povertà, che si vanno radicalizzando in modo preoccupante nelle fasce della prima fanciullezza. Fughe dalla scuola d’obbligo, evasione dal catechismo, infittirsi di furti e scippi da piccolo cabotaggio, moltiplicarsi di violenze gratuite, ricomparsa di forme d’accattonaggio preadolescenziali…sono i segni di una necrosi sociale che trova nei bambini le valvole più deboli. Ecco qui il discernimento, l’intelligenza tattica delle nostre comunità cristiane che non sonochiamate tanto ad allestire mense, ma ad aggiungere posti a tavola.
11 novembre 2009
Attenzione! Forse la gente vi vuole più compagni di viaggio. Più immersi nell’esperienza esodale . E meno burocrati. Meno puntigliosi. Il che non significa pastori accomodanti, che giungono a compromessi, che con gli sconti sui prezzi di listinostabiliti dai programmi pastorali si comprano una popolarità di dubbia provenienza. Siate più comprensivi. Più giusti con tutti. Spartite con attenzione oneri e onori. Non lasciatevi imprigionare da gruppi particolari che vi gestiscono e non di rado pretendono di gestire l’intera comunità.
12 novembre 2009
Siate elemento catalizzatore di comunione. Non favorite la politica dei blocchi. Liberatevi dall’arroganza di chi sa tutto, decide tutto, dispone di tutto. Non umiliate mai nessuno. Non fate pesare sunessuno il carico del vostro prestigio. Sappiate entrare nelle ragioni della gente, ma non per assecondarle bensì per elevarle a ragioni superiori.
13 novembre 2009
Tante volte pensiamo di essere noi a portare il lieto annunzio ai poveri. Ma loro vivono meglio di altri certi valori, come l’abbandono fiducioso alla Provvidenza, la solidarietà nella sofferenza.I poveri ci evangelizzano. Sono provocazione di Dio per un mondo più giusto, più libero, più in pace, in cui la convivialità delle differenze diventi costume e l’etica del volto diventi motivo ispiratore di ogni comportamento umano.
14 novembre 2009
La scelta degli ultimi esige alla lunga un grande coraggio. Il coraggio di collaborare con le istituzioni pubbliche e di precederle sulla battutaintuendo risposte nuove a bisogni nuovi.Il coraggio di quella violenza ermeneutica della Parola di Dio, che senza darci le smanie del guerrigliero ci abilita a non aver paura dei potenti della terra.
15 novembre 2009
Spirito di Dio, dissipa le nostre paure. Scuotici dall’omertà. Liberaci dalla tristezza di non saperci più indignare per i soprusi consumati sui poveri. E preservaci dalla tragedia di dover riconoscere che le prime officine della violenza e della ingiustizia sono ospitate nei nostri cuori.
16 novembre 2009
Ecco, cari fratelli, quale deve essere il compito della nostra Chiesa. E’ il compito dell’annuncio che Cristo è risorto. E’ il compito dell’evangelizzazione. E’ il compito che si esprime dando la priorità alla Parola di Dio, alla catechesi, alla liturgia, ai sacramenti, all’impegno di solidarietà con i poveri.
17 novembre 2009
Apriamo le nostre Chiese. Anche esteriormente siano segni, sia pur lontani, dell' accoglienza di Dio. Quindi gioite, il Signore vi renda felici nel cuore, le vostre amicizie siano sincere. Non barattate mai l'onestà con un pugno di lenticchie.
18 novembre 2009
Amiamo il mondo e la sua storia. Vogliamogli bene. Prendiamolo sotto braccio. Usiamogli misericordia. Non opponiamogli sempre di fronte i rigori della legge se non li abbiamo temperati prima con dosi di tenerezza.
19 novembre 2009
Dalle nostre comunità si sprigioni tanta simpatia nei confronti delle Istituzioni pubbliche. Siamo chiamati a collaborare non a contrapporci, a incoraggiare non a guardare unicamente con occhio critico, a gioire quando i progetti degli altri vanno a buon porto e a rattristarci quando falliscono.
20 novembre 2009
Vorrei dirvi tante cose, soprattutto vorrei augurarvi la pace della sera, quella pace che si sentiva un tempo quando ci si ritirava presso il focolare. La pace della sera, quella che possiamo sentire anche adesso se noi recidessimo un po' dei nostri impegni così vorticosi, delle nostre corse così affannate.
21 novembre 2009
Coraggio! Vogliate bene a Gesù Cristo, amatelo con tutto il cuore, prendete il Vangelo tra le mani, cercate di tradurre in pratica quello che Gesù vi dice con semplicità di spirito.
22 novembre 2009
Amate i poveri. Amate i poveri perché è da loro che viene la salvezza, ma amate anche la povertà. Non arricchitevi. È sempre perdente chi vince sul gioco della Borsa.
23 novembre 2009
Eccoci, Signore, davanti a te. Col fiato grosso, dopo aver tanto camminato. Ma se ci sentiamo sfiniti, non è perché abbiamo percorso un lungo tragitto, o abbiamo coperto chi sa quali interminabili rettilinei. È perché, purtroppo, molti passi, li abbiamo consumati sulle viottole nostre, e non sulle tue: seguendo i tracciati involuti della nostra caparbietà faccendiera, e non le indicazioni della tua Parola; confidando sulla riuscita delle nostre estenuanti manovre, e non sui moduli semplici dell’abbandono fiducioso in te.
24 novembre 2009
Grazie, Gesù, perché obbligandoci a prendere atto dei nostri bilanci deficitarii, ci fai comprendere che, se non sei tu che costruisci la casa, invano vi faticano i costruttori. E che, se tu non custodisci la città, invano veglia il custode. E che alzarsi di buon mattino, come facciamo noi, o andare tardi a riposare per assolvere ai mille impegni giornalieri, o mangiare pane di sudore, come ci succede ormai spesso, non è un investimento redditizio se ci manchi tu.
spirituale.
25 novembre 2009
Grazie, Signore, perché, se ci fai sperimentare la povertà della mietitura e ci fai vivere con dolore il tempo delle vacche magre, tu dimostri di volerci veramente bene, poiché ci distogli dalle nostre presunzioni corrose dal tarlo dell’efficientismo, raffreni i nostri desideri di onnipotenza, e non ci esponi al ridicolo di fronte alla storia: anzi, di fronte alla cronaca.
26 novembre 2009
perché ci conservi nel tuo amore. Perché ancora non ti è venuto il voltastomaco per i nostri peccati. Perché continui ad aver fiducia in noi, pur vedendo che tantissime altre persone ti darebbero forse ben diverse soddisfazioni. Grazie, perché non solo ci sopporti, ma ci dai ad intendere che non sai fare a meno di noi. Perché ci infondi il coraggio di celebrare i santi misteri, anche quando la coscienza della nostra miseria ci fa sentire delle nullità e ci fa sprofondare nella vergogna.
27 novembre 2009
Gesù Cristo Re, facci comprendere fino in fondo questa verità così grande che i nostri balbettamenti non sanno oggi percepire in tutta la sua interezza. facci capire che davvero tu solo sei il Santo, tu solo sei il Signore, tu solo l'Altissimo.Facci capire che tutta la storia converge verso di te, tutto questo tumulto delle nazioni, tutto questo sospiro di poveri converge verso di te. Facci capire fino in fondo che queste alluvionalità delle spinte della storia convergono verso quest'unico letto del fiume che sei tu, Signore Gesù.E allora forse sarà più facile, anche per noi, polarizzare tutta la nostra vita attorno a te.
28 novembre 2009
Bisogna esserti amici, Signore. Bisogna godere della tua comunione. Bisogna vivere una vita interiore profonda. Se no, il nostro è solo un tragico sussulto di smanie operative, forse anche intelligenti, ma assolutamente sterili sul piano spirituale.
29 novembre 2009
Spirito di Dio, fà della tua chiesa un roveto che arde di amore per gli ultimi.Dà alla tua chiesa tenerezza e coraggio. Lacrime e sorrisi. Rendila spiaggia dolcissima per chi è solo e triste e povero.Disperdi la cenere dei suoi peccati. Fa’ un rogo delle sue cupidige.Non la rimproverare. Ma ungi teneramente le membra di questa sposa di Cristo con le fragranze del tuo profumo e con l'olio di letizia E poi introducila, divenuta bellissima senza macchie senza rughe, all'incontro con lui perché possa guardarlo negli occhi senza arrossire, e possa dirgli finalmente: sposo mio.
30 novembre 2009
Solo quando avremo taciuto noi, Dio potrà parlare.
Comunicherà a noi solo sulle sabbie del deserto.
Nel silenzio maturano le grandi cose della vita:
la conversione, l'amore, il sacrificio.
Quando il sole si eclissa pure per noi,
e il Cielo non risponde al nostro grido,
e la terra rimbomba cava sotto i passi,
e la paura dell'abbandono rischia di farci disperare,
rimanici accanto.
In quel momento, rompi pure il silenzio:
per dirci parole d'amore!
E sentiremo i brividi della Pasqua.