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FORMAZIONE
SCHEDA DEL 23/02/09
CHIAMATI ALL’ACCOGLIENZA
CANTO INTRODUTTIVO
PREGHIERA ALLO SPIRITO SANTO
RECITA DEL SALMO 15 (14 )
PROCLAMAZIONE BRANO BIBLICO: Genesi 18,1 – 33
L’accoglienza spontanea e fiduciosa del mistero di Dio genera familiarità e disponibilità presso il Padre.
Il suggestivo racconto dell’arrivo di tre misteriosi viaggiatori alla tenda di Abramo si colloca nel contesto di una narrazione jahvista che raccoglie ed accosta materiali tradizionali diversi, così come si può arguire dalla diversa natura dei due episodi del capitolo: L’apparizione di Mamre e l’intercessione di Abramo. Pur se originariamente autonome, le due sezioni appaiono ora legate dalla figura di Abramo: poichè ha accolto i pellegrini, gli è stata riconfermata al promessa divina e gli è stato possibile riconoscere il Signore; egli ha ora l’ardire – ma anche l’autorevolezza – per rivolgere la bella preghiera di intercessione per Sodoma, che è in realtà una domanda sulla giustizia divina. Il tema dell’ospitalità ha, per gli orientali, una valenza profondamente religiosa.
L’alone di mistero che circonda i tre personaggi e l’alternanza fra l’uso del singolare e del plurale ha indotto i Padri a pensare ad un adombramento del mistero trinitario, ma tale lettura esegetica è oggi superata. In realtà l’autore biblico potrebbe aver rielaborato antiche tradizioni di matrice Cananea che tramandavano l’episodio della visita di più divinità . Racconti di tale natura sono presenti pure nelle tradizioni della grecità classica. Ricco di coloriti narrativi che conferiscono singolare vivacità al racconto, il testo ci ricorda che alla manifestazione inaspettata di Dio – “Il divino arriva sempre di sorpresa”- l’uomo è chiamato ad aprirsi con prontezza e generosità, per essere introdotto in una intimità che non è fine a se stessa, ma che deve configurarsi quale dono per gli altri.
DOMANDE PER LA REVISIONE DI VITA
Abramo corre verso chi non ha ancora riconosciuto come il suo Signore e la sua accoglienza si manifesta attraverso gesti concreti: il correre, il prostrarsi, il mettersi a servire, il coinvolgere la moglie Sara e il servo. Dio si presenta silenziosamente alla tua porta, in che modo ti accorgi della sua presenza? Come testimoni l’accoglienza di Dio e dei suoi progetti che spesso condizionano anche le tue scelte? Nella tua vita qual è stata la relazione tra l’accogliere il fratello e l’accogliere Dio?
La vera accoglienza è soprattutto accoglienza della diversità. Come ci poniamo davanti al fratello che “ bussa alla nostra porta”? La nostra famiglia, le famiglie del nostro territorio sono realmente ambiti in cui ci si educa all’accoglienza? Come agisce la nostra comunità affinché il diverso( per nazionalità, cultura, ceto sociale, religione,…) non sia emarginato? I cristiani della nostra parrocchia, come Abramo, sono disposti ad intercedere presso Dio in favore di chi ha sbagliato?
RECITA DEL SALMO 91( 90)
CANTO FINALE
SCHEDA DEL 9/03/09
CHIAMATI ALLA DISPONIBILITA’
Canto introduttivo
Preghiera allo Spirito Santo
Recita del Salmo 62(61)
Proclamazione brano biblico: Genesi 22,1-19
Abramo esempio di disponibilità totale in risposta alle richieste di Dio, pur nella difficoltà di comprendere.
Il brano a parere di alcuni studiosi, esprimerebbe la presa di coscienza di Israele che Jahvè – pur essendo un dio altrettanto potente degli dèi cananei, anzi proprio perché più potente di loro – non richiede il sacrificio dei primogeniti, che pure gli appartengono e vanno riscattati.( Es 13,11ss)
Una tale ipotesi sull’origine del racconto non è impossibile, poiché effettivamente in Canaan i sacrifici dei bambini erano frequenti e forse furono praticati anche dallo stesso Israele, come ci fa capire la polemica di 2 Re 16,3 e Mi 6,7.
Tuttavia se consideriamo attentamente la struttura letteraria della narrazione, vediamo che l’attenzione del lettore è orientata verso l’iniziativa presa da Dio di “mettere alla prova” (v.1) Abramo; dobbiamo allora ammettere che, nella mente di chi ha scritto, rimane inalterato l’inquietante mistero di questa tentazione divina . “Abramo ha dovuto separarsi da tutto il suo passato(Gen 12,1ss), ma ora si tratta di rinunciare totalmente all’avvenire”. Eppure, di fronte a tale prova suprema, il patriarca si presenta come l’uomo dell’eccomi.
Pronunciato per tre volte nel racconto – pronto e disponibile verso Jahvè che lo chiama una prima volta, struggente verso il figlio che pare quasi invocarne pietà, rassegnato e pur ancora speranzoso verso l’angelo del cielo – l’eccomi di Abramo risuona per noi anticipatore dell’eccomi della vergine di Nazareth il cui figlio non sarà risparmiato, ma donato per la salvezza del mondo.
Domande per la revisione di vita
La fede incrollabile di Abramo verso il Dio della promessa - Dio giusto e fedele – lo rende assolutamente disponibile. Dando uno sguardo alla tua vita riesci a scorgere la mano provvida di Dio, sia quando ti ha dato ma anche quando ti ha tolto? Quando e come, secondo il tuo cammino di fede, rendi disponibile a Dio e agli altri ciò che sei e ciò che hai?
“Abramo si alzò di mattino per tempo” (22,3): La comunità, per sua identità, deve testimoniare una piena disponibilità ai bisogni del territorio. Al di là dell’incontro settimanale, quanto tempo la nostra comunità, attraverso il contributo di ciascun membro, mette a disposizione per conoscere la gente, stabilire rapporti interpersonali, cogliere bisogni e problematiche del territorio? Quanto e come si impegna per risolverli?
Recita del Salmo : 118(117), 4-64
Canto finale
SCHEDA DEL 09/02/09
CHIAMATI ALLA FEDE
Preghiera allo S CANTO INTRODUTTIVO
PREGHIERA ALLO SPIRITO SANTO
SALMO 118(117)
Celebrate il Signore, perché è buono; Mia forza e mio canto è il Signore,
perché eterna è la sua misericordia. Egli è stato la mia salvezza.
Grida di giubilo e di vittoria, nelle tende dei
Dica Israele che egli è buono: giusti:
eterna è la sua misericordia. La destra del Signore ha fatto meraviglie
Lo dica la casa di Aronne la destra del Signore si è innalzata,
eterna è la sua misericordia. la destra del Signore ha fatto meraviglie,
Lo dica chi teme Dio: Non morirò, resterò in vita
eterna è la sua misericordia. e annunzierò le opere del Signore.
Nell’angoscia ho gridato al Signore, Il Signore mi ha provato duramente
mi ha risposto, il Signore, e mi ha tratto in salvo. Ma non mi ha consegnato alla morte.
Il signore è con me, non ho timore;
che cosa può farmi l’uomo Aprite le porte della giustizia
Il Signore è con me, è mio aiuto voglio entrarvi e rendere grazie al Signore
Sfiderò i miei nemici. E’ questa la porta del Signore,
per essa entrano i giusti.
E’ meglio rifugiarsi nel Signore
Che confidare nell’uomo. Ti rendo grazie perché mi hai esaudito,
E’ meglio rifugiarsi nel Signore perché sei stato la mia salvezza.
Che confidare nei potenti. La pietra scartata dai costruttori
È divenuta testata d’angolo;
Tutti i popoli mi hanno circondato, ecco l’opera del Signore:
ma nel nome del Signore li ho sconfitti: una meraviglia ai nostri occhi.
Mi hanno circondato, mi hanno accerchiato, Questo è il giorno fatto dal Signore
Ma nel nome del Signore li ho sconfitti. Rallegriamoci ed esultiamo in esso.
Mi hanno circondato come api,
come fuoco che divampa tra le spine, Dona Signore la tua salvezza,
ma nel nome del Signore li ho sconfitti. Dona, Signore, la tua vittoria!
Mi avevano spinto con forza per farmi cadere Benedetto colui che viene nel
ma il Signore è stato mio aiuto. Nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore;
Dio, il Signore è nostra luce.
Ordinate il corteo con rami frondosi
fino ai lati dell’altare.
Sei il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il mio Dio e ti esalto.
Celebrate il Signore perché è buono:
perché eterna è la sua misericordia.
GENESI 12,1-9
La fede di Abramo come modello di ogni risposta umana all’appello di Dio che troverà fondamento nel sì definitivo di Gesù di Nazareth.
Con questo racconto di vocazione si apre la vicenda di Abramo, così come c’è narrata dalla Bibbia ; la chiamata di Abramo è un episodio denso di significato: i tre grandi monoteismi – Ebraismo, Cristianesimo e Islam – si richiamano all’esperienza di fede di quest’uomo di cui parla anche il Corano. Sulla base di questa paternità comune è possibile individuare un percorso di dialogo e di pace.
Per altre due volte noi assisteremo al rinnovarsi della promessa di Dio al patriarca (Gen13,14-17 e 15,1-6); una promessa destinata a rimanere aperta: la vita di Abramo sarà coronata dal dono del figlio Isacco, ma egli dovrà continuare a “credere senza vedere” nella piena realizzazione della promessa di una stirpe numerosa come le “stelle del cielo”(Gen15,5) Ciò di cui Abramo fa invece continuamente esperienza è lo sradicamento da sé e dalle proprie certezze, come suggestivamente ci fa intendere il primo versetto: tutto ciò che è contrassegnato da “tuo”, il paese, la patria, la casa del padre, perfino “ se stesso”(vattene) va lasciato alle spalle per andare senza sapere dove , unicamente “fidandosi” della voce di un Dio che ama parlare nel silenzio e farsi presente nell’abbandono, che chiama per inviare, ma spesso lascia intravedere il suo progetto. Quasi tutta la Bibbia – a partire dai primi libri dell’Antico Testamento – ci presenta un Dio che chiama a credere in lui, ai suoi progetti di amore, a fare amicizia con Lui. Occorre che ogni uomo sappia e senta di essere stato creato per appartenere a Dio, amarlo, seguirlo, servirlo.
DOMANDE PER LA REVISIONE DI VITA
1) La risposta fiduciosa di Abramo alla proposta sconvolgente di Dio lo porta ad abbandonare tutto: in che modo ti senti disposto a scommetterti sulla Parola di Dio che ti chiama? Ti fidi veramente di Dio? Ti affidi senza riserve a Dio?
2) L’autosufficienza umana sembra essere una delle note caratteristiche del clima culturale del nostro tempo. Quale tipo di fede in Dio e quale fiducia nella Chiesa c’è idealmente oggi
nell’ambito del nostro territorio, nelle famiglie del nostro popolo? Come pensi possa
intervenire la nostra comunità?
Recita del Sal 138
Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore: hai ascoltato le parole della mia bocca. A te voglio cantare davanti agli angeli, mi prostro verso il tuo tempio santo. Rendo grazie al tuo nome per la tua fedeltà e la tua misericordia : hai reso la tua promessa più grande di ogni fama. Nel giorno in cui t’ho invocato, mi hai risposto, ha accresciuto in me la forza. Ti loderanno, Signore, tutti i re della terra quando udranno le parole della tua bocca. Canteranno le vie del Signore; eccelso è il Signore e guarda verso l’umile ma al superbo volge lo sguardo da lontano.
Se cammino in mezzo alla sventura tu mi ridoni vita; contro l’ira dei miei nemici stendi la mano e la tua destra mi salva. Il Signore completerà per me l’opera sua. Signore, la tua bontà dura per sempre: non abbandonare l’opera delle tue mani.
PERCHE’ L’INCONTRO NON SI CONCLUDA
Leggi i tre racconti della promessa di Abramo (Gen 12,19; 13,14-17; 15,1-6) commentandoli in relazione agli atteggiamenti più frequenti dell’uomo e della società di oggi, quali puoi riscontrare nel tuo ambiente e, sempre possibilmente per iscritto, traccia alcune proposte per testimoniare in maniera convincente la fede nel mondo e nel territorio in cui vivi.
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scheda del 05.05.08
Gesù, espressione dell'amore trinitario, ci chiama
a prendere coscienza delle strade che conducono al Regno
Gesù ci chiama…GENEROSITA'
Canto: San Damiano
Preghiera allo spirito Santo: Spirito di illuminazione
Fammi vedere tutto ciò che desideri farmi vedere, per rendermi partecipe di tutta la luce che abita in te.
Fammi vedere ciò che da solo non riesco a vedere: le realtà invisibili che sono ben più importanti di quello che si percepisce coi sensi.
Fammi vedere ciò che non vorrei vedere, per timore delle esigenze della luce, per viltà di fronte allo sforzo e al rinnegamento.
Fammi vedere ciò che vorrei vedere: la via da seguire e le decisioni difficili da prendersi.
Fammi vedere ciò che mi illudo di sapere e che invece non conosco, soprattutto la verità di Dio e la verità di Cristo.
Fammi vedere ciò che dovrei vedere e che i miei pregiudizi mi impediscono di scoprire: la verità delle mie debolezze e delle mie colpe.
Fammi vedere ciò che potrei vedere e che finora non ho notato: le ingiustizie a cui passo accanto come un cieco.
Fammi vedere fino in fondo ciò che appena comincio ad intravedere, specialmente questa divina bontà che non arriverò mai a scrutare in tutte le sue dimensioni.
Fammi vedere ciò che tu vedi: la bellezza del mio destino, la grandezza dell'universo e l'immensità di Dio.
Animatore: solo chi è povero è capace d'essere anche generoso, ma sembra una contraddizione, ma, molto spesso i ricchi sono gelosi del molto che hanno; i poveri, invece, sanno condividere il poco che possiedono.
È stato sempre così nella storia perché chi è povero ha fiducia nella grande bontà e generosità del Padre, chi è ricco spesso si fida solo di se stesso.
Lettore: (Mc 12, 38-44)
In quel tempo, Gesù diceva alla folla mentre insegnava: "Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e ostentano di fare lunghe preghiere; essi riceveranno una condanna più grave".sedutosi di fronte al tesoro, osservava come la folla gettava monete nel tesoro. E tanti ricchi ne gettavano molte. Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattrino. Allora, chiamati a sé i discepoli, disse loro: "In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Poiché tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere".
AMBIENTAZIONE DEL BRANO
L'episodio della povera vedova s'inserisce nel quadro degli insegnamenti di Gesù contro la superbia e l'avidità degli scribi e dei farisei. Lungo le pareti interne dell'atrio del tempio riservato alle donne, stavano tredici cassette, in cui i pii ebrei ponevano una somma libera, come partecipazione alle spese di manutenzione del Tempio. La vedovanza presso gli ebrei era una situazione di estrema povertà, perché la vedova mancava del sostegno del marito, che per lei era tutto. La vedova del Vangelo, nella sua estrema indigenza, ci insegna che i più generosi verso il Signore sono i poveri, che non esitano a mettere tutta la loro vita nelle mani di Dio.
Domande:
Sappiamo essere veramente generosi oppure il nostro impegno si ferma all'elemosina del “superfluo”?
Come vedi il servizio di tanti “volontari” che donano tempo, le capacità e le energie per il bene degli “ultimi”?
Salmo 37 (36) vv. 16-29
Meglio vale il poco del giustoche l'abbondanza di molti empi.é le braccia degli empi saranno rotte;ma l'Eterno sostiene i giusti.'Eterno conosce i giorni degli uomini integri;e la loro eredità durerà in perpetuo.non saran confusi nel tempo dell'avversità,e saranno saziati nel tempo della fame.gli empi periranno;e i nemici dell'Eterno come grasso d'agnelli,saran consumati e andranno in fumo.'empio prende a prestito e non rende:ma il giusto è pietoso e dona.é quelli che Dio benedice erederanno la terra,ma quelli ch'ei maledice saranno sterminati.passi dell'uomo dabbene son diretti dall'Eternoed egli gradisce le vie di lui.cade, non è però atterrato,perché l'Eterno lo sostiene per la mano.sono stato giovane e son anche divenuto vecchio,ma non ho visto il giusto abbandonato,né la sua progenie accattare il pane.tutti i giorni è pietoso e presta,e la sua progenie è in benedizione.dal male e fa' il bene,e dimorerai nel paese in perpetuo.é l'Eterno ama la giustiziae non abbandona i suoi santi;essi son conservati in perpetuo;ma la progenie degli empi sarà sterminata.giusti erederanno la terrae l'abiteranno in perpetuo.
Padre Nostro
Canto: SANTA MARIA DEL CAMMINO
scheda del 31.03.08
Gesù espressione dell'amore trinitario ci chiama
a prendere coscienza delle strade che conducono al Regno
Gesù ci chiama...SERVIZIO
Canto
Preghiera allo Spirito Santo
Siamo qui dinanzi a te, o Spirito Santo; sentiamo il peso delle nostredebolezze, ma siamo tutti riuniti del tuo nome; vieni a noi, assistici, vieni nei nostri cuori; insegnaci tu ciò che dobbiamo fare, mostraci tu il cammino da seguire, compi tu stesso quanto da noi richiesto. Sii tu solo a suggerire e a guidare le nostre decisioni, perché tu solo, con Dio Padre e con il Figlio suo, hai un nome santo e glorioso; non permettere che sia lesa da noi la giustizia, tu che ami l’ordine e la pace; non ci faccia sviare l’ignoranza; non ci renda parziali l’umana simpatia, non ci influenzino cariche e persone; tienici stretti a te e in nulla ci distogliamo dalla verità; fa’ che riuniti nel tuo santo nome, sappiamo contemperare bontà e fermezza insieme, così da fare tutto in armonia con te, nell’attesa che per il fedele compimento del dovere ci siano dati in futuro i premi eterni. Amen.
Animatore: Una preghiera autentica spinge il cristiano a vincere la tentazione del potere, dell'avere, del piacere per farlo autentico servitore dei fratelli.
Gesù viene a sconvolgere la nostra mentalità: Egli si fa servo dei suoi fratelli e chiama anche noi a fare come ha fatto Lui.
Lettore: Me 10, 35-45
Dal Vangelo secondo Marco quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: “Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo”. Egli disse loro: “Cosa volete che io faccia per voi?”. Gli risposero: “Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra”. Gesù disse loro: “Voi non sapete ciò che domandate. Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?”. Gli risposero: “Lo possiamo”. E Gesù disse: “Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato”. All’udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù, chiamatili a sé, disse loro: “Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”.
AMBIENTAZIONE DEL BRANO
L'episodio dimostra la tendenza degli apostoli a condividere la semplice dimensione storica dellapromessa del Messia, tipica della mentalità ebraica. Il Messia era infatti, secondo l'interpretazionedei maestri della legge, colui che sarebbe venuto a liberare il popolo eletto dai padroni di turno. Ciòche chiedono i due apostoli (sedere alla destra e alla sinistra) significa mettersi subito dopo ilMaestro e partecipare dunque alla sua autorità. Il Cristo capovolge questa mentalità ristrettaponendo davanti agli occhi dei suoi la prospettiva della passione: infatti la parola "battesimo" siricollega in questo caso ad un'espressione tipica dell'Antico Testamento che indica la sofferenzadi chi si trova immerso in una grande quantità d'acqua o in fondo al mare. Nella comunità cristiana,ci insegna Gesù, coloro che vengono chiamati ad un posto di responsabilità devono vivere lo spiritodel servizio verso tutti.
Domande: 1) Ci lasciamo prendere dalla mentalità di "questo mondo", dimenticando che il Signore ci chiama all'umiltà e al servizio disinteressato degli altri?
) Quali esperienze hai di "servizi" che purtroppo in società molto spesso si trasformanoin potere? Cosa possiamo fare perchè un certo uso di "potere" venga trasformato inprestazione di "servizio"?
Salmo: Sal 147
Alleluia.
Glorifica il Signore, Gerusalemme, loda il tuo Dio, Sion.
Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.
Egli ha messo pace nei tuoi confini e ti sazia con fior di frumento.
Manda sulla terra la sua parola, il suo messaggio corre veloce.
Fa scendere la neve come lana, come polvere sparge la brina.
Getta come briciole la grandine, di fronte al suo gelo chi resiste?
Manda una sua parola ed ecco si scioglie, fa soffiare il vento e scorrono le acque.
Annunzia a Giacobbe la sua parola, le sue leggi e i suoi decreti a Israele.
Così non ha fatto con nessun altro popolo, non ha manifestato ad altri i suoi precetti.
Alleluia.
Tutti: Padre Nostro
Canto