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il ritorno tra i samburu e i turkana

CORRISPONDENZA DALL'AFRICA

IL RITORNO TRA I PASTORI SAMBURU E TURKANA


Per la santa Pasqua avevo fatto tanti progetti per una significativa e nuova esperienza. Stavo quasi per rifare il gioco dei bigliettini:scrivere su pezzi di carta la destinazione della mia esperienza , tirare a caso e poi partire con la consapevolezza che era volere di Dio che andassi in quel posto e non negli altri. Ma P. Jairo, missionario colombiano tra i pastori Samburu e Turkana nel Nord del Kenya mi ha preceduto telefonicamente con un invito ad andare da lui a passare la Pasqua. E così ho deciso di lasciarmi guidare dall'invito. Domenica delle Palme, sotto una pioggia insistente, ho cominciato il mio viaggio verso Maralal, centro della tribù Samburu. La pioggia è stata la compagna di viaggio in questa esperienza. Ho rivisto con piacere tutto un mondo diverso che avevo conosciuto nel giugno scorso al momento della siccità. Ho visto come l'acquaha la capacità di dare vita, di dipingere la natura con colori diversi, ridare speranza alle attese della gente. L'acqua un bene inestimabile , che più di un miliardo e mezzo di esseri umani non possono usare convenientemente. L'acqua che diventa sempre di più un prodotto tanto caro nel commercio prendendo le distanze dai poveri, che non hanno la possibilità di comprarla. L'acqua per la quale ci sono spesso piccoli conflitti e per la quale ci dobbiamo preparare a grandi conflitti. L'acqua è stata al centro di questo mio ritorno nella terra samburu-turkana. A Maralal arrivo mentre nel cielo appariva un meraviglioso arcobaleno. Mi sembrava di vedere la Stella Cometa, che mi precedeva nel viaggio. Al Centro pastorale mi accoglie il vescovo Mons. Virgilio Pante. Mi prepara subito una merenda a base di salamino e formaggio e buon caffè all'italiana. Mi sento come a casa. Col vescovo parliamo di tante cose. Ci rattrista quello che sta succedendo nella sua diocesi tra la tribù Pokot e i Samburu. Un conflitto tra pastori. Si comincia con il rubare le mucche. Poi si da posto alla vendetta, alle violenze, alle uccisioni. Maledette siano le armi!Sono arrivate anche tra i pastori. Qui in kenya c'è pace generalmente, ma i conflitti nei confini tra le tribù del nord si ripetono periodicamente. E spesso l'accaparramento dell'acqua per abbeverare il bestiame diventa la scintilla di spiacevoli incidenti. A Maralal si vede già la presenza di militari e di rifugiati samburu. Mi ricordo con pena del Burundi! Lunedì lo dedico alla visita in Maralal centro della diocesi. Visito la Comunità delle suore di Calcutta che si prendono cura di una quarantina di bambini malnutriti, un centro per bambini handicappati aperto da una insegnante laica, un centro di formazione per ragazze delle suore della Consolata, un centro artigianale per donne, la chiesa cattedrale, la costruendo casa del vescovo. Godo del caratteristico abbigliamento degli uomini e delle donne samburu ancora attaccati alle antiche tradizioni. Martedì santo celebriamo la messa crismale in cattedrale . Siamo una trentina di preti di cui una decina italiani. Dopo il pranzo con P. Jairo e P. Avellino partiamo per la missione di Tuum. Ci aspettano sei ore di viaggio su strada battuta. Arriviamo nella notte. A Tuum partecipo ai santi riti della settimana santa. Qui i cristiani sono pochi. Le funzioni sono state seguite da una sessantina di persone. Alla Via Crucis del venerdi santo, nonostante l'inaugurazione di una scuola e un matrimonio celebrato nel villaggio, eravamo un centinaio con una buona partecipazione dei bambini. La mattinata del sabato santo l'ho dedicata alla montagna. Nove ore di salite e discese per conoscere la montagna di Tuum, ma soprattutto per vedere le sorgenti d'acqua in vista di un progetto di ricupero delle acque per eventuali progetti. L' Acqua per caduta può essere intubata e portata a villaggi lontani dalla montagna , risparmiando alla gente e agli animali kilometri e kilometri di cammino. Inoltre si può utilizzare l'acqua, laddove è abbandonante, per progetti agricoli. L'alimentazione della gente qui è a base di latte e sangue . L'insegnamento dell'agricoltura sarebbe una rivoluzione (aspetto volontari per dare concretezza alle mie idee…). La veglia pasquale è stata semplice e raccolta, ma senza battesimi. Mi sembrava strano, abituato alle centinaia di battesimi di adulti in Burundi. Lunedì santo ho visitato la comunità Turkana di Parakati, dove già Stella Cometa ha realizzato un progetto di ricostruzione di dormitori per bambini della scuola. Qui abbiamo intenzione di ristrutturare l'unico pozzo d'acqua che serve centinaia e centinaia di persone e migliaia di capi di bestiame. Faremo lo studio del progetto e poi vedremo di aiutare questa Oasi nel deserto, dando acqua pulita alla gente. Questi pastori hanno ringraziato per la particolare attenzione che abbiamo dato alla loro comunità. Vi salutano calorosamente. Alla comunità di Tuum abbiamo promesso un mulino per macinare il mais e un generatore di corrente multiuso. Il più vicino mulino è a due ore di macchina!Il mulino servirà la comunità e i guadagni saranno utilizzati dalla Caritas parrocchiale per i poveri e in particolare per borse di studio per studenti bisognosi delle scuole superiori. Insomma …non dovrei girare molto. Ovunque vedo bisogni e possibilità di realizzare progetti di solidarietà. Il cuore vorrebbe dare risposte a tutti, per dare più dignità alla vita della gente. Intanto facciamo quello che siamo capaci di fare. Il mondo non lo salveremo noi ma certamente potremo migliorarlo con i nostri gesti di solidarietà. Il ritorno tra i samburu -turkana ha aperto altre finestre di speranza. Gloria a Dio!
Don Battista Cimino


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