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fantastico natale

CORRISPONDENZA DALL'AFRICA

NATALE

Quando si pensa al Natale è di rito pensare a soldi ,a spese ,a regali, a luminarie, a cene,a serate danzanti, a presepi, ad alberi,a babbo natale,a vacanze ecc. Ci sono quelli che pensano a un Natale più vero che mette al centro la persona di Gesù Cristo. Ognuno a suo modo vuole vivere un fantastico Natale. Anch'io ho programmato e vissuto il mio fantastico Natale,forse il più fantastico Natale della mia vita. Da Nairobi mi sono spostato (con Salvatore venuto da Saporito di Rende per un servizio di volontariato) verso il Nord del Kenya nella regione del Meru.Una bellissima regione che si distende ai piedi del Monte Kenya. I fratelli e le suore del Cottolengo di Torino tanti anni fa hanno posto le loro tende in questa regione per servire i più poveri e i più disagiati.Tra questi, i bambini portatori di handicap mentali e fisici.Sulla collina di Tuuru una 80 ina di disabili sono accolti teneramente dalle Suore della Divina Provvidenza ,senza contare i disabili che vi si recano per consultazioni, fisioterapia, protesi.Le vacanze natalizie coincidono con le grandi vacanze del fine anno scolastico.Pertanto non ho trovato tutto il gruppo dei disabili.Ne ho trovato una ventina,che sono quelli più gravi e normalmente quelli abbandonati dalle loro famiglie.Si tratta per lo più di bambine cerebrolesi o toccate dalla polio e da altre tipi di malattie.suore hanno chiamato questo gruppo I piccoli Angeli.In effetti sono degli angeli,incaricati dal Signore ,a far capire il valore della vita,della famiglia,del corpo,della comunità,dell'innocenza,il valore soprattutto del sorriso.Questi angeli,pur nella loro permanente sofferenza,sanno lanciare dei sorrisi,attraverso i quali si stabilisce una potente comunicazione.di questi angeli sono stati ricuperati nella spazzatura o in un campo di granoturco o portati dalla polizia o abbandonati dalle mamme che dopo averli portati al centro non hanno dato più notizia della loro esistenza.sono là nella Casa dei piccoli Angeli,teneramente curati e custoditi fin quando il buon Dio non li chiamerà a sé nella grande Casa degli Angeli,dove tutti potremo entrare,grazie al Bambinello di Betlemme.rimasto due settimane tra questi piccoli.Ogni giorno è stato un esercizio di pura e semplice contemplazione,libero da qualsiasi distrazione.Ognuno dei quei bimbi ,con la sua storia, era per me un Gesù Bambino in carne ed ossa che dovevo solo contemplare.La comunicazione attraverso gli occhi e qualche gesto erano carichi di tenerezza,di bellezza,di innocenza,di mistero fonte di gioia di vita.Non credo si essere stato lontano dall'esperienza dei pastori di Betlemme,che hanno visto,adorato quel Bambino inerme rendendo grazie ,glorificando e poi raccontando le bellezza di quel mistero di tenerezza e di pienezza di gioia.Eppure umanamente parlando c'era poco da godere. Corpicini contorti,bave a non finire,la puzza della pipi o della cacca,la mancanza di comunicazione attraverso la parola,il mangiare o il te imboccato spruzzato dalla bocca,il gioco della lingua spesso fuori bocca,il pianto a volte inconsolabile,la crisi epilettica durante i pasti ,le grida o suoni incomprensibili…Eppure attraverso questa apparente stoltezza Dio aveva qualcosa da comunicare ,un mistero d'amore.Non ho bisogno di immaginare la stalla di Betlemme con tutti i disagi che c'erano realmente.Il presepe non è poesia.Noi che visitiamo le capanne dei poveri tocchiamo con mano i disagi e le sofferenze.La cosa straordinaria è che Dio attraverso l'umana stoltezza è capace di toccare e sconvolgere i cuori come fu per i pastori e per i Re magi.Ecco il mio fantastico Natale . Bambinello di Betlemme questa volta era vero ed aveva un nome.piccola Gress che stava uscendo dallo stato di malnutrizione.La Rose che mi riversava in quantità le sue bave quando voleva baciata. Elisabetta contorta nella sua barella. Claudia che mi faceva penare per mandare giù il passato di verdura.Il piccolo Ambrosi,orfano al momento che è venuto al mondo,il quale voleva preso in braccio in continuazione e ti serviva una pisciatella imprevista. Kim che continuamente in italiano mi diceva “andiamo kanisa “(in chiesa),mentre tentava di sistemare sulla carrozzina la sua testolina che sembrava distaccarsi dal collo ad ogni momento.Natale,perché Natale con Gesù Bambino povero,abbandonato,rifiutato,ultimo.Natale,perché attraverso la semplicità e il silenzio quei bambini,come Gesù, mi comunicavano in un modo straordinario,attraverso l'umana stoltezza , un mistero d'amore e mi invitavano a dare senso pieno alla vita solo e attraverso gesti semplici e teneri d'amore. Che fantastico Natale!
Vostro Battista



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