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dammi, Signore, un'ala di riserva

IL VESCOVO COL GREMBIULE > preghiere

Dammi, Signore, un’ala di riserva
Voglio ringraziarti, Signore per il dono della vita.
Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un’ala soltanto:
possono volare solo rimanendo abbracciati.
A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che anche tu abbia un’ala soltanto. L’altra la tieni nascosta:
forse per farmi capire che tu non vuoi volare senza di me.
Per questo mi hai dato la vita:
perché io fossi tuo compagno di volo.
Insegnami, allora, a librarmi con te.
Perché vivere non è “trascinare la vita”,
non è “strappare la vita”,
non è “rosicchiare la vita”.
Vivere è abbandonarsi, come un gabbiano, all’ebbrezza del vento.
Vivere è stendere l’ala, l’unica ala,
con la fiducia di chi sa di avere nel volo
un partner come te!
Ti chiedo perdono per ogni peccato della vita.
Anzitutto, per le vite uccise prima ancora di nascere.
Sono ali spezzate.
Sono voli che avevi progettato di fare e ti sono stati impediti.
Viaggi annullati per sempre.
Sogni troncati sull’alba.
Ma ti chiedo perdono, Signore,
anche per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi.
Per i voli che non ho saputo incoraggiare.
Per l’indifferenza con cui ho lasciato razzolare nel cortile, con l’ala penzolante,
il fratello infelice che avevi destinato a navigare nel cielo.
E tu l’hai atteso invano, per crociere che non si faranno mai più.
Aiutami ora a planare, Signore.
A dire, terra terra che l’aborto è un oltraggio grave alla tua fantasia.
È un crimine contro il tuo genio.
È un riaffondare l’aurora nelle viscere dell’oceano.
È l’“antigenesi” più delittuosa.
È la “decreazione”più desolata.
Ma aiutami a dire, anche, che mettere in vita non è tutto.
Bisogna mettere in luce.
E che “antipasqua” non è soltanto l’aborto,
ma è ogni accoglienza mancata,
è ogni rifiuto del pane, della casa, del lavoro, dell’istruzione, dei diritti primari.
“Antipasqua” è la guerra: ogni guerra.
“Antipasqua” è lasciare il prossimo
nel vestibolo della vita,
dove “si tira a campare”, dove si vegeta solo.
Antipasqua è passare indifferenti
vicino al fratello che è rimasto con l’ala, l’unica ala,
inesorabilmente impigliata
nella rete della miseria e della solitudine.
E si è ormai persuaso di non essere più degno di volare con te.
Soprattutto per questo fratello sfortunato
dammi, o Signore, un’ala di riserva.

(don Tonino Bello)

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