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beati gli operatori di PACE

IL VESCOVO COL GREMBIULE > preghiere

DA: “I SENTIERI DI ISAIA

BEATI GLI OPERATORI DI PACE

Se uno mi chiedesse a bruciapelo:” Dammi una definizione di quel che dovrebbero essere i politici”, io risponderei subito:” Operatori di pace”.

Che cos’è la pace?

E’ un cumulo di beni.

E’ la somma delle ricchezze più grandi di cui un popolo o un individuo possa godere.

Pace è giustizia, libertà, dialogo, crescita, uguaglianza. Pace è riconoscimento reciproco della dignità umana, rispetto, accettazione dell’alterità come dono.

Pace è temperie di solidarietà: solidarietà, che non è più uno dei tanti imperativi morali; ma è l’unico imperativo morale, che noi credenti chiamiamo anche comunione.

Pace è il frutto di quella che oggi viene indicata come “etica del volto”: un volto da riscoprire, da contemplare, da provocare con la parola, da accarezzare.

Pace è deporre l’io dalla sua sovranità,far posto all’altro e al suo indistruttibile volto, instaurare relazioni di parola, comunicazione, insegnamento.

Pace, per usare un’immagine, è un’acqua che viene da lontano: l’unica in grado di dissetare la terra, l’unica capace di placare l’incoercibile bisogno di felicità sepolto nel nostro inquieto cuore di uomini. Questa a cqua che bisogna portarla a tutti. Ed eccoci al ruolo degli operatori di pace, cioè i politici.

Chi sono gli operatori di pace?

Sono i tecnici delle condutture, coloro che, servendosi di tecniche diversificate, si studiano di portare l’acqua della pace nella fitta trama dello spazio e del tempo, in tutte le case degli uomini, nel tessuto sociale della città, nei luoghi dove la gente si aggrega e fioriscono le convivenze. Qui è bene sottolineare una cosa.

L’acqua è una: quella della pace. Le tecniche di conduzione, invece, cioè le mediazioni politiche, sono diverse. E diverse sono anche le ditte appaltatrici delle condutture. Ed è giusto che sia così. L’importante è che queste tecniche siano serie, intendano servire l’uomo, e facciano giungere l’acqua agli utenti. Senza inquinarla.Senza manipolarla. Senza disperderla. Senza trattenerla.

Senza accaparrarsela. Senza farsela pagare. Si serve la causa della pace quando l’impegno appassionato dei politici sarà rivolto a che le città vengano allagate di giustizia, le case siano sommerse da fiumi di rettitudine e le strade cedano sotto un’alluvione di solidarietà.

Don Tonino Vescovo

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